Voto di S.Abbondio o dei 12 sabati Dro Ceniga

TESTAMENTO DI "DONNA FIOR"

Notaio  Symon Vargnanus publicus ac imperiali autoritate notarius ac iudex ordinarius Donna Fior, quondam Antonio Trenti, fa testamento disponendo che tutti i suoi averi vadano a beneficio dei "poveri di Cristo di Dro et Cengia". In particolare trasmette in usufrutto la sua consistente eredità alla madre donna Gottarda e al marito Giovanni ponendo delle clausole riguardanti: il divieto di alienazione dei beni, le disposizioni in caso di disaccordo tra la madre e il marito della testatrice, la decadenza di ogni diritto dal parte del vedovo se questi decidesse di passare a seconde nozze.

Per ciò che riguarda i poveri, eredi di tutti i beni dopo la morte della madre e del marito, da mandato ai Sindaci presenti e futuri di utilizzare tali beni per distribuire ogni anno, nel giorno di S. Abbondio, dopo che la popolazione e i sacerdoti saranno ritornati dalla processione dal colle: pane vino, carne e minestra, apparecchiando il tutto in luogo prestabilito.

Nel caso in dei i poveri del Comune non fossero sufficienti per consumare tutte queste cose, viene demandato ai Sindaci il potere di ammettere a loro discrezione altri poveri forestieri.

La testatrice dispone inoltre che dopo la sua morte si conservi nell’archivio comunale l’atto ufficiale di questa donazione e che si faccia venire un pittore per scrivere nell’albo della chiesa di san Sisinio il modo, il giorno e l’anno in cui è stato “fondato” il testamento che istituisce eredi i poveri di Cristo.